Viaggi e ispirazione: come è nato il nostro Brand?

Pubblicato da Bianca Novelli il

Maggio 2019.

Parto per un viaggio unico, verso una terra sconosciuta e una cultura completamente diversa dalla la nostra: l'Iran.

Le donne iraniane indossano sul capo foulard dai mille colori, fatti dei tessuti più diversi, dai motivi semplici o esuberanti, opachi, lucidi, lucenti o cangianti.

Li chiamano hijab, e ne hanno una cura che non ti aspetti. Il tanto discusso velo sembra essere per queste donne dal fascino misterioso un accessorio prezioso, abbinato alle vesti morbide e lunghe.

Per noi, arrivate dall'Italia in un luogo dalle temperature ben più alte di quelle delle nostre città, nulla di più fastidioso: abbiamo messo in valigia sciarpe, veli, panni, teli, qualsiasi cosa potesse consentirci di coprirci il capo, come richiesto a tutte le donne in Iran, e come indicatoci dalla guida. Ma il tessuto scivola sui capelli, è troppo lungo, è troppo corto, è caldissimo, e in un primo momento per noi tutte insopportabile.

Il viaggio continua splendido tra moschee azzurre, odori speziati, laghi rossi e paesaggi incantati, e con esso continuano i nostri tentativi di fermare il velo tra i capelli in modo che sia comodo e confortevole.

Tra i tanti potenziali hijab che ognuna di noi ha con sé, ciascuna inizia a scegliere con cura quello più leggero, che ripari dal sole cocente senza essere a sua volta fonte di calore, il cui tessuto sia sufficientemente ruvido da non volare via al primo movimento.

E in quanto donne nate nella patria della moda, a metà viaggio abbiamo imparato a fare di questo accessorio obbligato una parte integrante del look: un velo bianco leggerissimo mi accompagna per le moschee di Esfahan, blu con piccole foglie in tinta per la sera a Shiraz, cipria con fiori minuti nella splendida Moschea di Nasir ol Molk, azzurro e rosa con motivi geometrici per visitare i luoghi antichi di una terra intrisa di storia.

Alla fine del viaggio facciamo tappa nello spettacolare deserto del Lut, dove il sole batte a picco e i vestiti lunghi addosso iniziano a farsi sentire. Ma quel velo sul capo protegge e ripara e nessuna di noi sceglie di toglierlo, nemmeno quando le guide ci autorizzano. Per tenerlo fermo mentre cammino tra le dune roventi, avvolgo i lembi due volte intorno al capo e li annodo dietro la nuca. Senza nemmeno accorgermi, ho creato il mio primo turbante.

Ripartiamo per l'Italia e a ogni aeroporto, senza obbligo alcuno, continuo a indossare uno dei mie panni avvolti alla testa in modi sempre diversi, per portare con me un po' di quel viaggio indimenticabile.

La mia ispirazione incontra qualche tempo dopo le mani esperte della nostra Michela, che immediatamente coglie tutto il mio entusiasmo e le mie idee sui modelli e i tessuti e li trasforma nelle nostre vivaci collezioni.

Nascono così i mille colori delle nostre fasce e i turbanti raffinati e preziosi, che da allora mai mi hanno abbandonato e che siamo orgogliose di vedere oggi avvolgere anche i vostri capelli.

 

Bianca

 

  

 


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